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Antonella Palumbo
Antonella Palumbo
Sindrome di Rett: stato dell’arte
Prendersi cura significa riconoscere che dietro ogni paziente c'è un sistema di relazioni che ha bisogno di ascolto e di spazio per elaborare il dolore e ritrovare un equilibrio emotivo.

Il counseling come cura della relazione

In occasione dell’incontro dedicato alla Sindrome di Rett, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ho portato, in qualità di counselor, uno sguardo diverso: quello della cura delle persone, oltre la patologia.
Per la prima volta, il counseling è entrato in un contesto accademico sanitario, affiancando la medicina con uno spazio dedicato alla vita emotiva della famiglia.
Con l’intervento
“Relazioni familiari al di là del dolore”,
ho dato voce a ciò che spesso resta in silenzio.
Perché mentre i medici curano la malattia,
il counseling si prende cura di chi resta.
Delle relazioni.
Del dolore.
Di ciò che non si riesce a dire.
Ogni familiare vive il dolore in modo diverso:
una coppia che vede cambiare il proprio progetto di vita,
un genitore diviso tra amore e fatica,
un figlio “sano” che rischia di restare invisibile.
Il counseling entra lì.
Dove non c’è spazio.
E lo crea.
Perché prendersi cura non è solo curare.
È anche ascoltare.

Antonella Palumbo 
Counselor professionista

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Antonella Palumbo
Antonella Palumbo
Sindrome di Rett: stato dell’arte

Prendersi cura significa riconoscere che dietro ogni paziente c'è un sistema di relazioni che ha bisogno di ascolto e di spazio per elaborare il dolore e ritrovare un equilibrio emotivo.

Il counseling come cura della relazione

In occasione dell’incontro dedicato alla Sindrome di Rett, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ho portato, in qualità di counselor, uno sguardo diverso: quello della cura delle persone, oltre la patologia.
Per la prima volta, il counseling è entrato in un contesto accademico sanitario, affiancando la medicina con uno spazio dedicato alla vita emotiva della famiglia.
Con l’intervento
“Relazioni familiari al di là del dolore”,
ho dato voce a ciò che spesso resta in silenzio.
Perché mentre i medici curano la malattia,
il counseling si prende cura di chi resta.
Delle relazioni.
Del dolore.
Di ciò che non si riesce a dire.
Ogni familiare vive il dolore in modo diverso:
una coppia che vede cambiare il proprio progetto di vita,
un genitore diviso tra amore e fatica,
un figlio “sano” che rischia di restare invisibile.
Il counseling entra lì.
Dove non c’è spazio.
E lo crea.
Perché prendersi cura non è solo curare.
È anche ascoltare.

Antonella Palumbo 
Counselor professionista