In occasione dell’incontro dedicato alla Sindrome di Rett, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ho portato, in qualità di counselor, uno sguardo diverso: quello della cura delle persone, oltre la patologia.
Per la prima volta, il counseling è entrato in un contesto accademico sanitario, affiancando la medicina con uno spazio dedicato alla vita emotiva della famiglia.
Con l’intervento
“Relazioni familiari al di là del dolore”,
ho dato voce a ciò che spesso resta in silenzio.
Perché mentre i medici curano la malattia,
il counseling si prende cura di chi resta.
Delle relazioni.
Del dolore.
Di ciò che non si riesce a dire.
Ogni familiare vive il dolore in modo diverso:
una coppia che vede cambiare il proprio progetto di vita,
un genitore diviso tra amore e fatica,
un figlio “sano” che rischia di restare invisibile.
Il counseling entra lì.
Dove non c’è spazio.
E lo crea.
Perché prendersi cura non è solo curare.
È anche ascoltare.
Antonella Palumbo
Counselor professionista